SALUTE EUROPA, 12 de enero de 2005



Presbymania: la prima associazione mondiale per lo studio della presbiopia

E' nata il 6 novembre 2004 Presbymania, la prima associazione mondiale sullo studio della presbiopia che include scienziati americani, svizzeri, spagnoli, indiani, tedeschi, latino-americani, argentini e italiani. Il dottor Stefano Pintucci è il rappresentante italiano dell'associazione presieduta dal professor Jerome Bovet, di Losanna.

Presbymania è nata nel corso di una due giorni di studio a Losanna dove le problematiche dell'occhio sono state analizzate in tutta le loro sfaccettature: non a caso al congresso erano presenti ingegneri, oculisti, ottici, fisiopatologi, fisiologici, clinici e chirurghi plastici.

Si è trattato del primo Congresso al mondo che ha riunito esperti di tutto il mondo con un approccio multidisciplinare al problema. Non solo chirurghi quindi ma anche ad esempio il notissimo fisiologo francese Jean-Claude Hache che ha impostato il problema della presbiopia anche dal punto di vista neurologico e sulla problematica percettiva.

Risulta chiaro quindi che la presbiopia limita drasticamente il principale canale di comunicazione dell'anziano con il mondo esterno e come l'occhiale multifocale, che ha rappresentato il più grande progresso degli ultimi 80 anni, limitando il campo visivo taglia in gran parte il presbite anziano dal mondo sensoriale con grosse limitazioni. Hache fa osservare come una persona che vede poco, anche perché presbite, avrà anche delle limitazioni nell'udire e tutto ciò può accelerare l'invecchiamento celebrale.

La parola quindi è passata agli ottici ed ai contattologi che hanno studiato tutte le possibilità come la monovisione con lenti a contatto, tollerata in realtà solo da chi ha una scarsa visione binoculare, le lenti a contatto multifocali e le tecniche corneali con tutti i loro limiti dovuti alla visione di aloni colorati soprattutto la notte e all'induzione di aberrazioni spesso irreversibili e che riducono notevolmente la qualità della visione.

Le tecniche sclerali invece, poiché non agiscono sulla cornea, sono risultate essere la strada più promettente anche per la totale innocuità e per la mancanza di aberrazioni.

In questo senso hanno lavorato numerosi centri in America guidati anche dalla FDA americana che ha approvato il laser ad erbio per la risoluzione chirurgica definitiva della presbiopia (tecnica LAPR), come riferisce AnnMarie Hopsley, portavoce degli Usa insieme al collega Mallo che è venuto da Buenos Aires e ha illustrato oltre 4 anni di esperienza su centinaia di occhi. A ciò vanno aggiunti gli oltre 300 occhi trattati con il laser ad erbio in Inghilterra dalla Surgy Light per la validazione con il marchio CE per la tecnica LAPR.

Stefano Pintucci, rappresentante per l'Italia, ha illustrato la sua positiva esperienza in Italia con il laser ad erbio parlando anche della casistica raccolta in India, dove spesso opera, dove ogni giorno vengono trattati con successo decine di pazienti.

Il gruppo di ricerca scientifica presbymania si riunirà fra un anno a Nizza mentre i contatti verranno mantenuti costantemente su internet nella Hotline del gruppo di studio mondiale sulla LASIK con una nuova serie che si chiamerà KSMG Presbyiopia Hotline Symposium diretto mirabilmente per l'Europa da Maite Iradier di Madrid. I risultati presentati pochi giorni fa all'America Academy of Ophthalmology a New Orleans da gruppi di ricerca di tutto il mondo confermano l'interesse per questa nuova materia dell'oculistica che vuole risolvere un problema vecchio quanto l'umanità. Mentre le tecniche corneali di chirurgia refrattiva hanno perso sempre più terreno la LAPR, che ripristinando l'accomodazione permette al cristallino di tornare a funzionare, guadagna sempre di più il consenso di tutti.